Molti pensano di non saper danzare, cioè di non essere in grado di muovere il proprio corpo in modo armonico, in presenza di una musica. Se coltivate questo genere di convinzioni, allora la pratica della Danza Consapevole fa al caso vostro! Spesso, infatti, è proprio ciò che riteniamo non essere nelle nostre corde (del nostro “strumento” di manifestazione) che racchiude il più alto potenziale trasformativo.

Ma chiediamoci: perché danziamo? Quando ascoltiamo un ritmo, perché il nostro corpo comincia a muoversi, come per magia?

Una prima osservazione è che le nostre orecchie, a differenza dei nostri occhi, non hanno l’equivalente delle palpebre. Non possiamo chiudere le orecchie come chiudiamo gli occhi (salvo ovviamente usare le nostre dita per farlo). Questo significa che in qualche modo siamo in un Dialogo “vibrazionale” costante con il nostro ambiente esteriore.

Una seconda osservazione è che il Movimento Spontaneo del nostro corpo non avviene in presenza di qualsiasi suono. Se il ritmo è troppo monotono e prevedibile, la risposta sarà molto debole, se non del tutto assente, e lo stesso accade quando è troppo caotico, cioè privo di ogni struttura.

Questo perché la Vita si muove in quella terra di mezzo tra ordine e disordine, “alla frontiera del caos”, là dove si manifesta la complessità. La Vita, potremmo dire, è una Danza che ci permette di comprendere e attualizzare il nostro potenziale evolutivo, la nostra capacità di creare ricchezza strutturale, bellezza, complessità...

Una terza osservazione è che siamo maggiormente disponibili alla Danza, al Movimento Armonico, quando il ritmo che ci avvolge diventa “sincopato”, cioè quando avviene uno spostamento rispetto a un equilibrio prestabilito, quando l’imprevedibile rompe la simmetria del prevedibile. Ogni volta che questo accade, il nostro corpo-mente viene sorpreso; la sorpresa genera piacere; il piacere permette di attingere a un’energia rinnovata, per esplorare l’inatteso, per esplorare una traiettoria che ci conduce a un nuovo equilibrio, a una nuova comprensione.

Potremmo allora dire che danziamo per colmare quei vuoti simbolici che la traccia musicale ci evoca e suggerisce, là dove si cela la dimensione della potenzialità. Ecco allora che la Danza diventa metafora della Vita Tutta, della sua evoluzione, e laboratorio alchemico delle nostre trasformazioni.

Possiamo infine osservare che la pratica del Movimento Consapevole richiede, idealmente, la presenza di alcuni ingredienti importanti.

Uno spazio curato (fisicamente ed energeticamente).

La disponibilità di entrare nella Danza rimanendo presenti a sé stessi e cercando, nella misura del possibile, di sospendere l’attività della mente pensante ordinaria.

Una musica i cui ritmi e melodie si relazionano in modo armonico con le possibilità del nostro strumento psico-corporeo, pur producendo sempre delle sorprese, delle piccole sfide, foriere di un ascolto attivo, consapevole e creativo...

Lingua: Quella universale della musica.

Dove: Nella SALA MAMMUT, presso gli spazi di AREA 302, in via Cadepiano 18, Barbengo.

Quando: Ciclo di incontri settimanali, dalle 19:00 alle 20:30.

Date: Ultimo incontro prima della pausa estiva: giovedì 23 giugno. Dopo la pausa estiva, la Danza Consapevole riprenderà giovedì 8 settembre, per poi proseguire fino al 15 dicembre.

Iscrizione: Per essere valida l’iscrizione deve essere confermata. Se si partecipa per la prima volta, è richiesto un breve colloquio telefonico. Per iscriversi, scrivere a: info@manuelacanova.ch (Manuela), oppure autoricerca@gmail.com (Massimiliano), indicando nome, cognome e numero di telefono, e se si intende partecipare a tutti gli incontri o unicamente a un incontro singolo. Le pratiche hanno luogo se raggiunto il numero minimo di partecipanti. Per essere valida l’iscrizione deve essere confermata.

Contributo: 225 fr per un ciclo di 10 incontri, oppure 100 fr per un ciclo di 4 incontri consecutivi, oppure 30 fr per un incontro singolo.

Abbigliamento: Indumenti comodi, adatti alle pratiche corporee. È possibile cambiarsi sul posto ma non effettuare la doccia. A seconda della stagione e delle giornate la temperatura della sala potrebbe fluttuare. Prevedere sempre la possibilità di aggiungere o togliere uno strato.

Con: Manuela Canova & Massimiliano Sassoli de Bianchi

Osservazione: Il LAB è una struttura privata le cui attività si svolgono unicamente tra piccoli gruppi di persone che si conoscono e sono note all’organizzatore. La natura delle pratiche proposte non è compatibile con l’uso delle mascherine.