Vi è forse già capitato di osservare un animale, e pensare: “Se solo potesse parlare!” Ma se davvero questo straordinario potere gli fosse concesso, parlerebbe o resterebbe in silenzio? D’altra parte, vi è forse già capitato di osservare un essere umano, e pensare: “Se solo potesse tacere!” Ma se davvero questo straordinario potere gli fosse concesso, si acquieterebbe o continuerebbe a parlare? E nel secondo caso, continuerebbe a dire sempre le stesse cose?

Quante volte usiamo le nostre parole in modo prevalentemente meccanico, per riempire un vuoto e sedare l’ansia associata a quel vuoto? Quante volte facciamo invece uso di parole portatrici di una vera comunicazione, di vero significato? E quali sono le parole contenute in potenza nei nostri silenzi? E quali i silenzi contenuti in potenza nelle nostre parole?

Per dare una forma più autentica ai nostri silenzi, e maggiore spazio alle nostre parole, possiamo avvicinarci alla pratica del silenzio, cioè all’assenza di suoni e rumori, quale simbolo esteriore di una possibile quiete interiore, da cui possiamo attingere per esprimerci in modo più lucido e coraggioso.

In questo modo, possiamo dare vita a una comunicazione autentica, ponendo in equilibrio armonico la parola e l’ascolto, i pieni e i vuoti, le presenze e le assenze, l’azione interiore e l’azione esteriore, la dimensione del potenziale e quella del manifesto.

Parole dal silenzio è una pratica antica, e allo stesso tempo nuova, con cui riscoprire il potere di una parola che sgorga direttamente dalla profondità del nostro essere, in grado di ispirare e trasformare, sia chi lo pronuncia sia chi l’ascolta.

Nel concreto, ogni incontro si dividerà in due diversi momenti di pratica, sanciti dal suono dei cimbali. Il primo sarà un momento di silenzio completo. Ogni praticante assumerà una postura corporea di propria scelta, senza aderire a una regola formale prestabilita. Sarà possibile, ma non necessario, abbinare all’assenza di suoni anche l’assenza di movimento, da non intendere come mera immobilità, ma come assenza di movimenti meccanici, cioè di gesti inutili, compiuti senza un significato.

Ognuno esplorerà, a modo suo, consapevolmente, la dimensione della quiete, lasciandosi guidare dall’interno e cercando di invitare quella presenza serena che alberga potenzialmente in ognuno di noi. Nel secondo momento di pratica, la regola del silenzio viene meno. Si potrà allora dare forma a quella presenza attraverso l’uso di una parola chiara, lucida, luminosa e pienamente consapevole.

Lingua:
Italiano, francese, inglese.

Dove:
Nel DOJO del LAB, presso gli spazi di Area 302, in via Cadepiano 18 (o nella SALA MAMMUT, a dipendenza del numero di partecipanti).

Quando:
Ciclo di 4 incontri settimanali, dalle 18:30 alle 20:00.

Date:
I martedì 9, 16, 23 e 30 novembre.

Iscrizione:
le pratiche hanno luogo se raggiunto il numero minimo di partecipanti. Per essere valida l’iscrizione deve essere confermata. Se si partecipa per la prima volta, è richiesto un breve colloquio telefonico. Per iscriversi, scrivere a: autoricerca@gmail.com, indicando nome, cognome e numero di telefono.

Contributo:
100 fr. per il ciclo di 4 incontri, da corrispondere al primo incontro. Per semplificare la logistica, portare la somma corretta. Non sono previsti rimborsi in caso di mancata partecipazione a uno o più incontri.

Abbigliamento:
Indumenti morbidi e comodi.

Con:
Massimiliano Sassoli de Bianchi

Osservazione:
Il LAB è una struttura privata le cui attività si svolgono tra gruppi a composizione stabile, al momento con al massimo 30 persone, i cui partecipanti si conoscono e sono noti all’organizzatore. Pertanto, nessun certificato verrà richiesto. Gli spazi di pratica sono ampi e consentono di mantenere sempre un corretto distanziamento.