Dialoghi post apocalittici

La recente pubblicazione del racconto Autobiografia di un’apocalisse (AutoRicerca 28, 2024) ha generato uno dialogo a più voci nel gruppo degli allievi, adepti e discepoli del maestro Omar, che ha portato alla luce un ampio spettro di emozioni, tra cui molta insofferenza e, fortunatamente, anche alcune interessanti riflessioni, e delle piccole rivelazioni. Questi scambi offrono un importante complemento alla lettura del mio racconto e sono di interesse generale nella promozione della trasparenza. Questo spiega la mia decisione di includerli pressoché verbatim in queste pagine, accompagnandoli con alcune mie considerazioni extra, ovviamente il tutto in forma anonima per proteggere la privacy delle persone coinvolte.

Ogni esperienza trascendentale è strettamente individuale

Stimolato dall'invito a fornire un contributo sulle sensazioni che sono emerse durante la lettura del testo “Autobiografia di un’apocalisse” (AutoRicerca 28, 2024), in questo scritto l'autore traccia numerosi parallelismi con il suo “sentiero” verso una conoscenza che "più si cerca di raggiungere e più sembra inaccessibile".

Maradona non fa proclami

In questo contributo ispirato dalla lettura di “Autobiografia di un’apocalisse” (AutoRicerca 28, 2024), l’autore ci ricorda che ogni discorso spirituale che non ridiscenda poi a terra, nella concretezza esperienziale, è mera visione, speculazione mentale o “superpippa”... Con questo non vuole asserire che non vada bene “farsi le pippe sognando o guardando il cielo”, purché nel frattempo non si neghi di “aver calpestato 'na merda” o di “essere scivolati su una buccia di banana”, perché altrimenti ce la racconteremmo in modo pericoloso.